My Father is a Chief Executive

 

Avete presente tutti quei cani in ceramica sui tavolini e sopra i televisori dei “salotti buoni” nelle case d’Italia e del mondo? Epitomi del cattivo gusto, idealtipi del Regalo Sbagliato. Ma il tema-cane ha una genealogia precisa. Prima del moderno kitsch, nella tradizione ceramista “alta” è soggetto ricorrente, sopratutto nel Sei-Settecento, la donzella con cagnetto.

A una mostra sul “grottesco” nel 2003 (“Viaggio attraverso la ceramica grottesca”, curata da Enzo Biffi Gentili), a cui sono stati invitati creativi non del settore, Roberto Maria Clemente ha portato un contributo a metà tra arte concettuale e scherzo, nato dal cortocircuito tra quel classico della porcellana artistica e un’immagine più quotidiana, lo squatter con cane alla corda. Binomio indissolubile: il rapporto numerico punkabbestia/cani, nelle città europee è di 1:1.

Non si voleva fare un commento sociale: con simpatia temperata da ironia (considerata le provenienza dallo stesso background culturale alternativo del progettista), si è solo pensato che nessuno incarna l’erede della nobile damigella meglio di certi “antagonisti” di buona famiglia. Nei cambiati sono cambiate le forme, il legame con il cane è rimasto.

Il risultato finale, realizzato dalle Ceramiche artistiche e presepiali Festinese di Napoli, è scappato di mano durante le fasi di produzione: gli artigiani non hanno sottoposto al committente il manufatto per revisioni e hanno consegnato il lavoro ultimato: un pò tarchiatello e accompagnato da un cane minuscolo, lo squatter finisce comunque per fare simpatia.

 

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