Il Sacro attraverso l’Ordinario

Waterloo, estate del 1954: una ragazzina e il padre sembrano essere arrivati puntuali all’appuntamento. Non sappiamo con chi o per cosa ma sembrano aspettare qualcosa di “superiore”. Quasi fossero pronti a partire per un viaggio interstellare. Un ritratto familiare di dimensioni minime da più di vent’anni in attesa di diventare qualcos’altro. Quella foto è li, come un’ossessione visiva personale, pronta a comunicare qualcosa.

L’occasione arriva da un festival torinese che compie vent’anni, disponibile a cambiare il registro della propria comunicazione.

Una croce sopra e sotto traccia garantisce centralità e allude ai confini tematici del festival.

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