Be My Cover

Una mostra, per inaugurare il nuovo spazio FFLAG dove abbiamo traslocato. Come pretesto temporale e tematico il Salone del Libro. Curata in particolare da noi con Fabrizio La Rocca di Penguin Random House e con la collaborazione di Paolo Berra, Marta Della Giustina, Sara Maragotto, Giuliano Tedesco. L’allestimento invece è degli architetti  Archicura / WNA.

Disegnare il vestito per la copertina di un libro è un mestiere preciso: un’area ben delimitata del mondo della grafica. Le copertine dei libri sono oggetti più “quotidiani” rispetto a molte altre applicazioni grafiche. Incidendo sulla comunicazione culturale e visiva del proprio tempo, la qualità del progetto contribuisce a definire la contemporaneità, oltre a essere uno strumento commerciale.

Il book cover designer forse più noto al pubblico, Chip Kidd, lavora da quasi trent’anni per
la Random House, gruppo editoriale che, unendosi nel 2013 con lo storico brand inglese Penguin – l’editore più famoso al mondo – ha dato vita al colosso Penguin Random House, in una galassia che include circa duecento marchi editoriali.

La nostra selezione raccoglie lavori pubblicati negli ultimi dieci anni da quindici marchi editoriali all’interno del gruppo. Sono firmati da designer che perlopiù hanno collaborato internamente o comunque in modo continuativo con le case editrici. Oltre a Chip Kidd, capitano mediatico della squadra dei book cover designer, troviamo più di venti altri progettisti, a cavallo tra Stati Uniti e Regno Unito ma con qualche altro componente dal resto del mondo: da Peter Mendelsund a Oliver Munday, da Paul Buckley a Suzanne Dean, da Jim Stoddart a David Pearson, da Coralie Bickford-Smith all’italiana Elena Giavaldi.

Tutti grafici la cui vocazione è rivolta alle copertine editoriali e che lavorano o hanno lavorato all’interno di Penguin Random House, insieme a colleghi celebri come Jonathan Barnbrook e Alex Trochut e a progettisti di altre aree, come Timourous Beasties o Aino-Maija Metsola (textile designer per Marimekko) – che, come in tutte le famiglie illuminate, sono stati invitati “in casa”.

Immagini: Edoardo Piva

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